Smettere

Ho appena letto il post di tashtego ( ma si usa ancora dire “post”? e chiamare “tashtego” uno di cui tutti in rete  sanno il nome anagrafico? sono abitudini da perdere, anche queste?) sul fumo e, naturalmente, mi è venuta voglia di fumare. Sto fumando.  Eppure a questo punto sarebbe arrivato davvero il momento di smettere. Ho schiacciato la cicca nel portacenere, un tempo nemmeno troppo lontano ci avrei fatto ancora due tiri.  Scrive, lui, della prima sigaretta mattutina. Concordo. Totalmente.

E’ che il mattino è l’inizio. Smettere è la fine.

Se smetto è perchè sono alla fine. E’ questo il pensiero – sentito, non pensato – che mi impedisce, appunto, di smettere di fumare. Il pensiero pensato è più ottimista, ma è un pensiero debole. E’ l’ottimismo della ragione, non della volontà.

Pensarmi ragionevolmente cambiata, pensare il cambiamento come un altro inizio, alla mia età, mi fa ridere, anzi, sogghignare.

Smettere non per cambiare ma per rallentare l’entropia e, proprio perchè forzatamente al rallentatore, continuare a vederla, osservarla svolgersi, inevitabilmente, senza porterla mai, mai, dimenticare.

Si diceva, l’altro ieri, con l’amico dottore, che ho questo brutto vizio della paura piena e vigile della morte. Tutti hanno paura della morte ma moltissimi sono capaci di dimenticarsene, di mascherarla. Io no, diceva lui, riferendosi a me. Non è vero. La mia maschera è fumare.

Per smettere dovrei trovarne un’altra altrettanto efficacemente inutile.

Una volta ne avevo una, era la lettura. Poi, con la rete, è arrivata la scrittura e la maschera del fumo si è moltiplicata.

Ho un sacco di libri da leggere. Comprati e messi lì, intonsi. Non mi basterebbe sicuro la vita che mi resta per leggerli tutti, anche se, per ipotesi dell’irrealtà, fosse lunga quanto quella che ho trascorsa. Ogni libro  un inizio. Ogni libro finito un altro, tantissimi altri, da cominciare. Cominciarne uno, due tre, molti e non finirne neppure uno. Mai smettere. Mi viene da ridere. Anzi, da sghignazzare.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in tangenti. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Smettere

  1. e.l.e.n.a. ha detto:

    curioso. nell’ultimo post (!) parlo anche io – tra le altre cose – del fumo. ma non certo di smettere, dato che non ho mai iniziato. tranne qualcuna di prova.
    era una cosa da fare per dimostrare di essere grandi.
    ma io non ho mai voluto davvero diventare grande.

  2. caracaterina ha detto:

    “When I`m smoking, smoking, put my worries on a shelf
    try not to think about nothing, don`t wanna see myself
    What have I done wrong?”. Così dicono. Placebo. Ma è una vulgata nota, un po’ troppo schematica. Le parole di e.l.e.n.a. mi hanno improvvisamente dato un’altra prospettiva di questa cosa nota. Diventare grandi significa perdere l’innocenza, uscire dal giardino dell’eden non solo chiedendosi what have I done wrong? ma, a volte, persino sapendo darsi una specie di risposta. E’ una consapevolezza piuttosto terribile. Beati quelli che ci vengono a patti.

  3. par3rg0n ha detto:

    non so, se posso permettermi, credo che troppe concettualizzazioni possano costituire una gabbia (o un alibi) e non sempre una forma di consapevolezza / e la canzone era stata messa lì con leggera ironia, per sdrammatizzare, senza dar troppo peso alla (presunta) banalità del testo

    personalmente ho smesso di fumare da un giorno all’altro, nel 2002, senza predeterminazioni (prima erano 40 al dì) – ho lasciato decidere al mio organismo, che è quello che in realtà ne subiva le dirette conseguenze
    .lui ha detto basta ed io ho ascoltato la sua voce.
    non ho alcun tipo di rimpianto e non credo superstiziosamente che la mia vita interiore sia cambiata significativamente in rapporto a tale scelta
    solo più soldini in tasca e meno mal di gola

    ps/
    il testo non è dei placebo – scritto da robin frederick nel 1966-67 fu portato al successo da nick drake in una bellissima versione
    a chi piace

    ciao

  4. caracaterina ha detto:

    Par, smettere come hai fatto tu è il sogno di una buona parte di me. Spiegare perchè succede, però, è come spiegare un sogno. Come spiegare l’amore.

  5. iltrenoavapore ha detto:

    Mancando, ovviamente, virtù che possa salvare dalla morte, dismettere qualsivoglia vizio è cosa serenamente inutile…

    Con un saluto

  6. anfiosso ha detto:

    Un buon modo per contrastare i vizj secondo me è contrarne di sempre nuovi. Almeno si equilibrano tra loro. Ma io penso in particolare alla salute (!), la funzione di maschera ci sarà sicuramente, ma sono troppo spesso a corto di qualcosa da fumare per simbolizzare, i miei sono spesso crampi d’astinenza e basta.

  7. Cawarfidae ha detto:

    meglio iniziarlo che finirlo, un libro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...