E’ cosa notabile che, in tanto eccesso di stenti,

in una tanta varietà di querele, non si vedesse mai un tentativo, non iscappasse mai un grido di sommossa: almeno non se ne trova il minimo cenno. Eppure, tra coloro che vivevano e morivano in quella maniera, c’era un buon numero d’uomini educati a tutt’altro che a tollerare [ … ] Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile.

A. MANZONI, I promessi sposi, cap. XXVIII

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7 risposte a E’ cosa notabile che, in tanto eccesso di stenti,

  1. mauro ha detto:

    oh ssignur! questo è il colmo!
    che tu rivalutassi anche Manzoni non me l’aspettavo
    un saluto :-))

  2. caracaterina ha detto:

    Certo, tutta la broda religiosa che gli cola da ogni lato, e poi la glorificazione lui vivo e, soprattutto, lui morto, operata da un secolo e mezzo di governi centrodestrorsi e da ministeri dell’istruzione democristiana l’hanno reso proverbialmente insopportabile. Ma una lettura radicale (non nel senso del partito e nemmeno di radicalchic) è possibile, sensata, sostenibile e perfino ecocompatibile.
    Due-tre anni fa, in una seconda, ho fatto questa cosa: ogni capitolo lo dividevo in parti, assegnavo ogni parte a un gruppetto e ciascun gruppetto doveva “tradurre” il testo nell’italiano corrente, sgrondando e cercando di far capire davvero la situazione. E’ diventato una specie di romanzo postmodernista, in cui emergevano il noir e la denuncia sociale.
    L’idea mi era venuta quando erano in prima, al V capitolo, quando Fra Cristoforo va da Don Rodrigo e avviene quel dialogo tutto sottintesi in quel contesto barocco-decadente e ipocritamente controriformista. Chiedendo in giro ai ragazzetti che cosa cavolo avessero capito trovavo i fraintendimenti più bizzarri e ingenuo-insensati, quando non il muro del silenzio totale. Ma feci una scoperta a suo modo terribile: l’unico che aveva capito e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e il senso e, soprattutto direi, toni e stilemi di quel dialogo era un ragazzino appena arrivato (scappato, mi vien da dire) da Napoli, Scampia, dall’italiano più che approssimativo sia nell’orale che nello scritto, praticamente quasi un analfabeta totale ma, purtroppo per lui, esperto di rapporti di forza e di potere, al corrente dei linguaggi dell’abuso e della prepotenza.
    Il ragazzino è finito nel buco nero della dispersione scolastica (da noi smise di frequentare a neanche metà anno) e tutti gli altri cominciarono a capire.

    • mauro ha detto:

      ti ringrazio per l’attenzione ;-)
      e poichè anch’io credo d’essere uno attento, ti chiedo: non è che questa cosa del colloquio fra i due e del lavoro in classe e dell’unico che…, l’avevi già scritta?
      Ricordo male?

  3. alter ha detto:

    Del lavoro, avevo scritto. Il resto non mi pare proprio.
    (la smemorata di Collegno).
    Che però Manzoni non sia proprio così male lo sto pensando anche io da qualche anno a questa parte. E i ragazzi ti stanno a sentire, quando lo leggi. Piace, che ti devo di’?

  4. alter ha detto:

    Aveva scritto, of course.

  5. alter ha detto:

    Che qui, per esemio e per entrar nel merito, come non dargli ragione? Il problema è che poi lui magari risolveva con la sopportazione, la pazienza, la provvidenza che dal ciel aiuta.

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