Conferme

Non ho, con tutta evidenza, proprio più niente da dire, e mi annoio, tutta forgiata fra l’incudine e il martello di  contundenti fatti reali.  L’ho letto pochi giorni fa, in un articolo si parlava di Lacan e c’era questo trittico: piano simbolico, piano immaginativo, piano di realtà. Ecco, io salto sempre quello di mezzo, ovvero, per i più, il piano nobile. Mi muovo fra cantine, soffitte e stanze della servitù, una vita di servizio. Poi esco, nell’ora d’aria, e come una colf qualunque moldava o peruviana, mi siedo su una panchina in piazza e guardo la gente. Oppure sto al tavolino di un bar, un gelato o un caffè appena finiti, lì, davanti a me, col piattino tutto sporco di sgocciolata perchè io riesco a far sgocciolare qualunque consumazione. E di nuovo guardo la gente. In piazza la gente sa di essere guardata, soprattutto se è una piazza turistica e mondiale come Piazza del Campo a Siena o Piazza di Spagna. Che sono ormai dei non luoghi, ma finti. Tant’è che preferisco i non luoghi autentici, come dicevo già una volta, i supermercati, le stazioni, gli aeroporti e, soprattutto, gli autogrill. Tutti posti dove la gente non si preoccupa di essere guardata nè guarda troppo volentieri ma si dà da fare a ricreare una sua propria intimità un poco segreta, che mi piace spiare.

In Piazza di Spagna o in quella del Campo invece no, tutti sono impegnati in un evidente ruolo sociale, sia pure quello del turista ufficiale, e vestono i colori delle loro uniformi. Ma pure questo è placidamente divertente da osservare.

Ecco perchè, alla fine, mi sono iscritta anch’io su Facebook.

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20 risposte a Conferme

  1. caracaterina ha detto:

    Marò! quant’è petulante ‘sto facebuk! Stamattina apro, entro e, dove clicco clicco, mi si notifica in 3-4 modi diversi che c’ho un invito per rapitore seriale. Magari non l’avevo capito.
    Ora, io lo so che, se entri in un sistema di cui sai le regole e che le sai immutabili, devi stare al gioco, zitto e mosca. Ma si vede proprio che vengo dalla città dove il mugugno della ciurma sulla nave era sancito nelle clausole del contratto.
    La stessa città di Beppe Grillo, d’altra parte.

  2. pessima ha detto:

    Ancora ‘sto rapitore? Marò! E’ il tormentone estivo, allora.

  3. untitled io ha detto:

    beati i puri di cuore.

  4. mauro ha detto:

    perchè vedranno chi, unts?

  5. caracaterina ha detto:

    Unts della Montagna :)

    A parte gli scherzi, mi ci son pure provata, ho scelto Berlino, ma mi si è piantato subito il macchinino (rima). A questo punto non so se sto rapita, sto fuggita o sto in beatitudine, solitaria però. E senza cuore.

  6. untitled io ha detto:

    aha, mi pare che stai rapita :)
    Comunque, a parte le chiacchiere, noto che non avete aderito allo sciopero dei blogger, un’altra cretinata (a chi nuoce? cosa succede se si blocca la produzione? e soprattutto: chi è che rinuncia alla paga?)
    e a proposito di grillo, cheppalle, non stavamo già abbastanza inguaiati? io non li sopporto a questi, manco crozza basta a convincermi, anzi direi che sti genovesi mi hanno bastantemente rotto le… no beh no, è pur vero che la sindaca s’è incazzata.

  7. untitled io ha detto:

    poi: uno sciopero dei blogger il 14 luglio – ha del comico.

  8. caracaterina ha detto:

    Infatti :) Ne stiamo parlando appunto lì da pessima e – guarda guarda – in fb.
    Sui “comici” genovesi hai ragionissima. E anche sulla sindaca che sta sbattendosi come una chiglielofaffare per creare una sinistra diversa (facendo anche delle grossolane e pesanti cappelle, a volte, purtroppo).

  9. caracaterina ha detto:

    Ah, guarda che poi devo essere fuggita. Forse. Ma non so dove, però. :)

  10. caracaterina ha detto:

    Comunque. Il discorso sulla comicità genovese è piuttosto complicato e porterebbe lontano.
    Se si pensa a tutti (o quasi, escludo Govi perchè appartiene a un altro mondo e non ce l’ho ben presente, però son sicura che c’entra anche lui), compresi Villaggio e Bizzarri e Kessisoglu, si ha davanti sempre gente molto legata ai temi “forti” del lavoro contemporaneo (non quello “semplificato”, rurale o artigianale), dell’economia e alle relazioni interpersonali determinate (non uso a caso questa parola) dal mondo lavorativo. Sono sempre relazioni pesantemente aggressive, tipiche di un mondo complesso, interrelato e concorrenziale come quello capitalistico. Non c’è mai in loro, dico mai (tranne un poco in Crozza, ma anche questo è sintomatico di una “debolezza” contemporanea) un tono conciliante, una qualche forma di volemose bbene, una qualche forma di accettazione. Imparare ad accettare questo smascheramento del capitalismo servirebbe moltissimo alla sinistra, anche e soprattutto oggi. Secondo me, il PD avrebbe dovuto accettare la candidatura di Grillo e misurarsi con la berlusconizzazione della sinistra (la chiama così Cotroneo, sull’Unità, e mi sembra una definizione azzeccata). Accettare le provocazioni dei comici genovesi, non abbozzare, non integrarle, ma misurarcisi e trovare il modo di superare le contraddizioni che queste forme di plebeità mettono in evidenza.
    (Fra parentesi: con un genovese, che è notoriamente sarcasticamente scortese e ti dice in malo modo che la torta di riso è finita, non devi mai offenderti ma rilanciare. E’ una regola di contrattazione mercantile che permette relazioni alla pari e mai di sopraffazione, anche se tese e continuamente da ridefinire. Questo permette buoni rapporti, un senso di responsabilità riconosciuta reciprocamente, nessuna amicizia fasulla ma un salutare distacco rispettoso. E’ quello che ci vuole fra estranei di mondi stranieri che devono convivere e fare affari, che ci vuole su una nave in tempesta e che ci vuole nelle procelle della società democratica.
    Ha funzionato discretamente per secoli, crisi più crisi meno)

    • mauro ha detto:

      accettare la candidatura di Grillo?
      stai scherzando, no?
      perchè se no si può creare un bel format televisivo (da vendere lla Rai)
      Stasera sulla prima rete, presentano Grillo e Serracchiani, ospite d’onore Ignazio Marino, quel che c’è dentro non si sa, ma di sicuro si piange.

  11. caracaterina ha detto:

    No mauro, non scherzo del tutto. A me non è piaciuta ‘sta levata di scudi così spaventata e difensiva, sa di debolezza e di impreparazione a stare nella società. Si dice sempre che la sinistra ha perso perchè non sa più stare “sul territorio”, intendendo con questa espressione qualcosa di molto fisico. E’ e vidente che c’è questa carenza ma molto meno di quanto si dice, secondo me. Quello che la sinistra non sa fare è stere dentro ai linguaggi, alle culture della mediaticità. Li subisce, non li sa governare, ne ha paura, non li sa parlare declinandoli secondo parametri che non siano del padrone del Circo Barnum.
    Mi vengono in mente due faccende opposte ma che, secondo me, hanno lo stesso valore esemplare.
    Da un lato: Benigni che legge Dante. Quanto scandalo fra la ristretta congrega degli italianisti e la ancora più ristretta combriccola dei dantisti. E invece quella è stata un’operazione benedetta, lo vedo a scuola coi ragazzetti che, magari, non sanno cos’è l’ipallage e faticano a ricordarsi la parola “invettiva” ma hanno imparato a rispettare la lettura e lo studio di Dante anche grazie a quest’operazione mediatica. Il corto circuito del comico (applicato a una Comedia, per altro) ha prodotto un circolo virtuoso.
    Dall’altro: la gaffe del vaticanista sui quattro gatti del papa. Un tentativo maldestro di fare dello spirito, di abbassare il linguaggio che ha avuto un effetto stonato (lasciamo perdere l’effetto ben peggiore sul povero giornalista). Questo è un corto circuito subito, non padroneggiato. Come d’altronde l’invettiva di Marino sulla questione morale, in cui ha sbagliato l’intonazione e i tempi, proprio una stonatura.
    Questo per dire (anche) che ci vuole un po’ di senso del “teatro” quando operi con la parola e le idee sulla pubblica piazza. La rappresentazione spettacolare è la linfa del fare politica mica solo oggi che tutto è mediatizzato e mica solo da noi.
    Solo che oggi la “compagnia di giro” è tutta a destra e impone la sua stagione e il suo programma.
    Non è l’assalto al Palazzo d’Inverno che bisogna dare ma al Teatro Excelsior :)
    Aspe’. Ora copio una cosa.

  12. caracaterina ha detto:

    E poi: la Serracchiani.
    Ma cazzo! In tempi di vacche magrissime una ti porta 150 mila voti e tu (tu generico, sta per: il nome che volete), che continui a perdere, la squadri con sufficienza dall’alto in basso bofonchiando “chi cazzo è questa qui?” Ma ce ne fossero 10 100 1000!
    Chiedersi umilmente “com’è che ha fatto a vincere? fammi un po’ capire” no, eh?
    Il vecchio vizio dei lidelilli di sinistra di avere a priori la verità in tasca unito allo status di potere acquisito. E che potere! Dico sul serio.

  13. caracaterina ha detto:

    “Liderilli”, oh.
    anche lidelilli , lallalà

  14. mauro ha detto:

    Il partito, quello del quale il Pd è nipotino degenere in quanto manipolato geneticamente, ha sempre avuto problemi con i mezzi di comunicazione di massa. Sempre, anche quando alla fine accettò la lottizzazione in Rai, teneva ben da conto quel tessuto connettivo fatto di sezioni sul territorio e di rapporti diretti con la gente che, invece, ad un certo punto decise di buttare via nel cassone degli abiti usati da dare alla Caritas.
    Su quel denudamento accompagnato dalla vacua idea di un partito leggero arrivò Veltroni, sparando a destra e a manca come un pistolero ubriaco nel saloon, l’ultima è l’odierna riabilitazione di Craxi.
    Se dopo la famosa manifestazione di piazza SS. Apostoli ci fossero state le primarie, io credo che il “Moretti furioso” che sparò sul quartier generale avrebbe avuto un sacco di voti (anche più della Serracchiani, forse). Ma che segretario sarebbe stato il Moretti furioso? Qualcosa di molto meglio sul piano dell’eloquio, della presenza scenica, e dell’intelligenza di un Di Pietro, ma nella sostanza… Uguale; incazzoso e bon. (voglio pensare che sarebbe stato migliore anche sul piano delle scelte dei collaboratori).
    Cmq Moretti fa il regista, per fortuna, e abbiamo la Serracchiani la quale ha già preso, in breve tempo, buona cognizione della situazione (intervistata dalla Paterniti a Bruxelles ha detto che Grillo è un amico (!), ma deve voler più bene al partito, alla sua storia e alle sue emozioni) Bene, non gli ha fatto sponda, ha capito che cos’è un partito, ma sui grandi temi del mondo si deve ancora pronunciare.
    Per la verità, Bersani a parte, mi pare che sia un bel po’ di tempo che su neoliberismo, capitalismo, globalizzazione, Nord-Sud Est-Ovest, guerra, acqua, risorse …, nel Pd è stata messa la sordina. Si corre dietro alla cronaca, all’agenda dettata da Berlusconi e dalle sue vicende, e così salta fuori un medico (bravo, laico seppur cattolico … tutto quel che sappiamo…) a dire: Faccio il segretario.
    Di che?
    Ma poi cos’è ‘sta storia delle primarie per eleggere un segretario di partito? Non è mica un sindaco!
    Se diventa una lotteria perché nessuno più fa quadrato intorno ad un programma minimo è chiaro che ci si infila anche Grillo e, se fosse vivo, anche la buonanima di Funari.
    Sicuramente costoro hanno (avevano) il senso del teatro (a proposito: perché non anche l’ex piduista Costanzo, il senso del teatro ce l’ha pure lui!), ma mi ricordo che quando Funari invitava Libertini nella sua trasmissione (per dire) il leader era il politico e l’altro era un’eccellente spalla e spalla rimaneva sino agli applausi finali.
    Il teatro…, il teatro si fa se hai materiale da mettere in scena, se manca il capocomico arrivano i sei personaggi, recitano loro stessi e finisce in tragedia.
    [chiedo scusa per l’inutile lunghezza] ;-)

  15. pessima ha detto:

    Concordo sulle primarie, che da un po’ di tempo a questa parte mi stanno proprio sul gozzo, visto che nascondono dietro una (falsa) idea di democrazia la nullità del tutto. Mi chiedo però: perché a discutere di Pd sono (siamo) quelli che non sono iscritti al PD, che non hanno votato Pd, che non sopportano il Pd? Perchè non c’è niente altro? Perché siamo (sono) buoni samaritani? perché abbiamo (hanno) la sindrome del salvatore? perché ci sono simpatici, come direbbe la buona Debora? perchè, insomma, appoggiamo così caldamente tanto da sorreggerne idealmente i passi incerti, un partito che non ha niente di quelle idee di sinistra che noi vorremmo? perché non ci dedichiamo con lo stesso ardore a rifondare (paroloni, paroloni!) la sinistra di Vendola o di Ferrero? perché loro non si muovono, non battono ciglio? perché abbiamo bisogno del grande partito comunista? Bene, dopo queste sassate nello stagno, me ne vado tre o quattro giorni al mare, senza rete. A presto.
    P.S. la buona Debora a me sembra Rosy da giovane ( e che a me Rosy non è antipatica, eh)

  16. mauro ha detto:

    per quel che mi riguarda, pessima, l’ultima che hai detto (l’ultima che hai tirato) ma vabbè…
    Secondo me, oltre a Bachelet, la Rosy aveva alle spalle una militanza mica da ridere, La Debora?
    credo sia soltanto più bellina,cmq come ho detto sta imparando.
    Vendola, Ferrero?
    il primo sta al mare già di suo, il secondo non so, credo preferisca la montagna, mi dà quell’idea lì: in perenne transito fra una valle e l’altra.
    Buone vacanze!

  17. untitled io ha detto:

    ma non si possono dare giudizi politici a base di “mi dà l’idea” di questo o di quello, ti/vi pare? eddai.

  18. bri ha detto:

    di fatto noi di questa gente ad onta (brrr) di quello che appare non sappiamo letteralmente nulla.
    Non conosciamo i suoi percorsi, se non di sfuggita, non conosciamo i veri apparentamenti.
    Certe scelte poco chiare sono frutto di stupidità e pochezza o corrispondono ad un disegno politico? e quale disegno? La nostra democrazia rappresentativa è abbastanza fasulla e deludente.
    ma che altro abbiamo?
    non voglio giocare al catastrofismo, ma lo spettacolo che sta dando l’opposizione è francamente desolante.
    quale opposizione? quanto alla Serracchiani, è giusto pensare che ha portato un sacco di voti, ma addirittura proporla come segretaria del partito.
    ma dai! Che si faccia le ossa e si dia da fare.
    dixit. ehm.
    e le altre donne, dove sono?

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