ddl 1415A

Il blog del Diretur sta per chiudere. Sul suo Tempo Reale, Vittorio Zucconi ha appena postato un mesto consulto: ch’aggi’ a fa’?  La mannaia della censura sta per mozzare la lingua non solo a un giornalista brillante e critico ma, soprattutto, ai comuni commentatori che non avranno più a disposizione un luogo di chiacchiere discussioni e confronti sempre stimolante persino quando (e ultimamente assai spesso – segno che il blog “disturba”) infestato da troll destrorsi, a volte persino simpatici.

Quasi tutto il tempo che in quest’ultimo mese non ho passato qui, l’ho vissuto parecchio lì dentro. Assai sporadicamente ho pure commentato (con tutt’altro nick).  Ho notato l’accrescersi progressivo dei commenti e la generosità sempre più diffusa dei postanti. In questi tristi tempi siamo sempre di più quelli che si affannano a cercare luoghi pubblici che si facciano piazza, anche solo piazzetta, e non semplice balconcino, ballatoio, cortiletto, orticello. L’insufficienza e l’irrilevanza di questo di questo mio stare qui mi pesa troppo. Non è più il tempo di una salvaguardia individuale di liberi discorsi di singoli che poi sono comuni e inutilmente consolatori. Anche stare in piazza a far due chiacchiere è consolatorio, d’accordo, ma dà più speranza.

Dopo giorni frenetici passati a cercare di tamponare per quanto mi è possibile i danni dell’orrore inculturale degli ultimi lustri e quelli più immediatamente recenti della Gelmini, non mi basta(va)no più le nuove albicocche dell’albero nuovo e di quello vecchio, i fichi che stanno maturando, le giornate più lunghe e il gelato, e nemmeno le misure del mobilio futuro. Ho fame di società quanto ho fame d’aria – respiro assai male ultimamente, in effetti: sigarette, età, il tempo. I tempi, insomma. Che s’infiltrano biechi fra cuore e polmoni, al di sotto del diaframma. Tempi che stringono.

Come nei film con la bomba il timer è inquadrato e segna i minuti che scorrono. Lo Zero è vicino.

Si sopravvive anche senza libertà di parola, certamente. Nessuno verrà a cercare me, le mie paroline inconsistenti e nascoste, non sarà certo il mio, il blog sotto scacco. Ma non posso non sentire il ticchettìo e dall’esplosione che frantumerà la residua libertà di stampa vorrei che si salvasse quel presente che ha la testa nel futuro, ovvero l’internet. Oh, lo so, internet si salverà comunque.  Anche senza la libertà di postare all’interno del mio paese. Se scivoleremo ancora più in basso fra le nazioni che godono di libertà di stampa, non per questo non potremo parlare e la lavanda del mio giardino cesserà di fiorire.

Ma io respirerò ancora più a fatica perchè questa è l’aria che respiro. Adesso.

So che su FB e su Twitter, che non frequento, si organizzano gruppi. Io mi limito a segnalare quanto ho trovato tramite l’ultimo post sul blog di Zambardino.  In particolare ho apprezzato l’appello di Guido Scorza e la sua proposta di emendamento.  Più irrealistica mi sembra la proposta di Mario Tedeschini.

Condivido e apprezzo questi interventi ma sono totalmente pessimista riguardo alla loro efficacia. Hanno il limite di intervenire in una maniera priva di una chiave politica ma semplicemente “corporativa”, il che non li rende affatto più accettabili dal potere costituito, come alcuni commentatori, vedo, si illudono. Siamo di fronte a un’offensiva cieca e sprovveduta per ciò che riguarda i “dettagli”  ma lucida e occhiuta quanto agli scopi finali.  Come è evidente che gli estensori del decreto non conoscono la Rete, altrettanto chiaro è che ne intuiscono il potere, che temono l’opinione pubblica e che sono determinati a farla tacere.  E in Italia è più facile riuscirci che in Iran, perchè il nostro paese è, semplicemente, più vecchio.

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10 risposte a ddl 1415A

  1. pessima ha detto:

    Sottoscrivo, sottoscrivo.

  2. caracaterina ha detto:

    Comunque, Zucconi continua a postare. Evidentemente ha deciso che fin che si può …

  3. untitled io ha detto:

    perché non ero in pensiero?

  4. caracaterina ha detto:

    Boh, perchè non eri in pensiero, Unts?

  5. untitled io ha detto:

    forse perché lo stesso allarme si è ripetuto sette otto volte?

  6. caracaterina ha detto:

    Se ti riferisci ai timori dei bloggers common people e detitolati hai ragione sui falsi allarmi ma i blog dei giornalisti se passa questo ddl sono più a rischio e già questo di per sè non mi sembra molto bello, in più, se ci aggiungi che sono frequentati anche da persone comuni e detitolate è evidente che gli spazi si restringono.
    Il fatto che sulla rete se ne possano aprire altri ecc. ecc. e che la tecnologia ecc. ecc. è vero, ma fino a un certo punto visto il digital divide che caratterizza l’Italia (e di cui io, per prima sono vittima, visto che abito in un posto dove non arriva nessuna connessione veloce e non sto in una sperduta campagna, succede anche in pieno centro – il fatto che il comune di una città come Genova non sia coperto lo trovo scandaloso ed è un fatto politico, questo – chiusa parentesi).
    Inoltre è scandaloso che la limitazione della libertà di parola e di stampa sia prevista PER LEGGE in un paese dell’occidente europeo. Perchè un conto sono gli usi e gli abusi e i leccaculismi a cui il nostro paese è abituato, purtroppo, da sempre, tanto da considerarli, a torto, normali e aggirabili,(oh, siamo civili, noi, che fatta la legge
    gabbato lo santo trovato l’inganno!) un conto è che siano previsti e legittimati nero su bianco con tanto di promulgazione.
    Questo sì, mi dà pensiero.
    Se poi mi si chiede: embè? ch’aggi’a fa’? Beh, non so rispondere, purtroppo.

  7. caracaterina ha detto:

    Comunque è imbarazzante. Vivere in occidente e discutere dei nostri rischi di mancanza di libertà è imbarazzante. Preoccuparsi della Rete de noantri , della stampa e della tivvù de noantri è, oggi più che mai, imbarazzante.
    Il confronto con quello che succede altrove è odiosamente imbarazzante. Anche perchè rischia di tapparci la bocca.

  8. remo ha detto:

    pochi giorni fa ero davanti al giudice, accusato di diffamazione (con una richiesta danni non da poco, 300mila euro), domani, sul mio giornale (locale) esco minacciando di cambiare mestiere. fino a poco tempo fa pensavo alla rete, ora penso ad espatriare, ma non sono incavolato con questo governo e con le destre: con una opposizione che continua a non esistere, a guardare le cose dall’alto.
    e va bene così

  9. caracaterina ha detto:

    Ciao, Remo! E’ tantissimo che non ti leggo (come non leggo quasi più nessuno, qui, da quando … da quando … boh! ) ma sono contenta che ti sia fatto vivo. Sono andata a vedere da te quello a cui ti riferisci e, come puoi immaginare, condivido amarezza e rabbia, anche se non serve a niente. E anche se, come a tanti, quello che viene da dire sconta la sua inutile prevedibilità strozzandosi in gola.
    No, non va bene così.

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