Salto del vuoto

Ma come fa, chi ce la fa, a stare così avvinghiato al proprio vicino steccato, a guardare fuori dalle sbarre senza mettere a fuoco le sbarre, a zappettare il terriccio intorno ai pali senza avvertire il confine, ad aderire alla propria pelle e a starci dentro aprendo e chiudendo i pori come i pesci le branchie, come fa, chi ce la fa, a sentirsi protetto? Impermeabile? A viaggiare dentro la propria capsula pressurizzata, in genere fatta di affetti familiari e avvolgenti, su cui scivola via il cielo, scivolano le nuvole, l’atmosfera, lo spazio, il tempo? E ce la fanno in tanti: 3 su 4, 4 su 5, 5 su 6.

Sarebbe bene che cambiassi template, almeno. Non c’è navicella che tenga, la pressione esterna è troppo forte, lo scudo termico sta per saltare.

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7 risposte a Salto del vuoto

  1. pessima ha detto:

    Chiamasi,in ordine sparso e a scelta, : rassegnazione, indifferenza, stanchezza. Io, in certi momenti, sono per la terza: non ce la faccio, troppo solitudine intorno. Non ci sono neanche più le case del popolo, si va solo perchè hanno lo schermo e si può vedere la finale di coppa o di campionato. Sto leggendo Tacito, in queste settimane: dice che il buon cittadino, il cittadino onesto, serve lo stato sempre e comunque, anche quando c’è una dittatura. Oppure, se proprio non ce la fa, si suicida. Ammàppelo.

  2. caracaterina ha detto:

    Beh, quello che ha fatto Catone l’Uticense, no? “libertà va cercando ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”. Con la mentalità di oggi (che poi Foucault già ci raccontò quando era cominciata) sarebbe derubricata a “depressione”, che poi è il quarto elemento da aggiungere al trittico che elenchi.
    Depressi i bonzi buddisti, depresso Ian Palach, depresso il ragazzo di piazza Tienanmen. Depressi i titanisti romantici. Depresso Pinelli.
    Insomma.
    Tu, pessima, hai scritto di là che è stata una buona settimana. A me certe gioie non bastano. Depressa io?

  3. pessima ha detto:

    Bhe, è vero, a volte le mie nostalgie per persone che mancano mi fanno dire anche di questo. In realtà le buone settimane me le devo proprio andare a cercare sul calendario e non sono mai davvero buone, anzi, è sempre peggio. Ieri, in compenso, sono stata in piazza a chiedere a silvio, in visita a firenze, di farsi processare e sono stata infamata dalle persone che erano lì pronte all’osanna, in un modo che non mi sarei mai aspettata. Alla faccia della firenze rossa e antifascista. Delle gente che non ti dico, con un livore inimmaginabile, almeno in quei termini. La più gentile è stata “comunista di merda”. Qualcuno ha anche urlato- e qui mi sono messa davvero a ridere- “Franceschini pedofilo” ! Ma la gente aveva quasi la bava alla bocca, giuro, quando si lanciava contro quei quattro, di numero, contati e schedati, che hanno osato “rovinare la festa”, così hanno detto, a loro e al loro sovrano taumaturgo. Terribile.

  4. e.l.e.n.a. ha detto:

    e nemmeno serve dire “houston, abbiamo un problema”.
    ché credo che i contatti siano interrotti.

    (il tg 5 li ha definiti “facinorosi” i contestatori fiorentini.
    dal devoto oli: violento, ribelle, turbolento (spec. in quanto rappresenta un pericolo o un grave pregiudizio per la società.
    !!!)

  5. caracaterina ha detto:

    Da “pessima” a “facinorosa” in effetti poco ci manca :)/
    La parola “facinorosi” per me ha un sapore/odore: sa di rancido da refettorio di collegio di provincia, sa di infelicità familiare all’ombra di persiane accostate, di zia bigotta.
    Rido storto per non sentire l’umiliazione delle manganellate verbali. Per evitare quelle reali basta non scendere in piazza se nei dintorni c’è un g8, un qualche ministero, o alcune migliaia di persone non si capisce perchè incazzate.

  6. mauro ha detto:

    allora: fra un’ora il signor Borghezio viene a fare un comizio qui, a due passi da scuola (è passata poco fa la macchina con le trombe).
    Ai miei tre marocchini di quarta ho fatto un breve corso di piemontese, anche se non credo basterà, ci vorrebbe anche un po’ di cipria che non abbiamo.
    Ho detto loro che, volendo, potevo giustificare un’uscita anticipata per motivi di odine pubblico, mi han risposto, però, che per come sono vestito stasera è meglio che anch’io giri al largo dal comizio.
    (e dire che ho soltanto una maglietta bianca con il Quarto Stato che avanza).

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