Vie di fuga

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8 risposte a Vie di fuga

  1. mauro ha detto:

    “Noi t’aspettiamo nell’alba fiorita
    camicia rossa, fiore di vita
    noi t’aspettiamo nell’alba fiorita
    camicia rossa, piena di vita”.

  2. mago ha detto:

    L’ultima scritta è di Anita?

    • caracaterina ha detto:

      Beh sì, è una frase un po’ garibaldina in effetti :) Ma certo non era per Beppe, che non ce lo vedo proprio a parlare come un personaggio di Moccia.
      Per questo ho messo la foto di quel muro di Ravenna.
      Dal mondo lontano, dal telemondo, a noi arriva sempre e solo la patina della retorica, del linguaggio spento e ridicolo.
      Invece bisognerebbe che certe cose fossero ri-dette, non ripetute, ri-dette.
      Lì, al Capanno Garibaldi, mi sono comprata il libretto che ricostruisce la trafila ravennate che non sapevo neanche cosa fosse. E’ un discorso interessantissimo quello che sta stampato su quelle pagine anonime, un misto fra la relazione tanto precisa da essere pedante (nomi cognomi soprannomi, percorsi ricostruiti toponimo per toponimo, orari, distanze, tempi di percorrenza delle “vie di fuga”, eventi, azioni usw) e lirismo nazionalpopolare da quattro soldi. A leggerlo si genera una sorta di corto circuito e viene voglia di riaggiustare, di ristabilire il flusso della corrente. Perchè quelllo che conta è che lì c’era gente che rischiava davvero la vita, e che l’ha persa, per imprese disperate e di enorme valore collettivo. Non ultima una donna di 29 anni, incinta del quinto figlio, concepito in una repubblica straordinaria, e che avrebbe voluto mettere al mondo in un’altra repubblica, se fossero sopravvissute entrambe.
      Non è per niente facile ri-dire il Risorgimento, io mi ci sto preparando, per la scuola, andando sui posti e anche leggendo, ad esempio, questo librino di Bianciardi. I governi e la scuola italiani hanno fatto fare al Risorgimento la stessa fine che stanno facendo fare alla Resistenza. Anche se temo che alla Resistenza rischi di andare anche peggio.
      L’altro giorno ho detto ai miei ragazzi di quarta che l’inno di Mameli è veramente brutto. Mi sono scontrata con una sollevazione popolare (veramente qualcuno che ha rizzato le orecchie e appuntato gli occhi pieno di aspettative l’ho visto, ma stava zitto – per paura del senso comune, credo, come il buon senso di manzoniana memoria). L’inno non si tocca, è quello che dà la carica allo stadio e fa vincere i campionati del mondo, uheilà! lalà alalà! Non credo che a Bella ciao capiterà mai un simile destino. E a pensarci non è poi un male.

  3. Alcor ha detto:

    ma la lista delle scrittrici è finita? l’ho vista solo adesso e non la capisco bene, le vuoi inserire pian piano tutte? buone o cattive?

  4. caracaterina ha detto:

    L’idea era quella, Alcor: tutte tutte, buone e cattive, purchè posteriori al 1950, pubblicate su stampa e con un piede, anche una protesi, nel web in modo che ci sia un link di riferimento. Quindi fuori quelle che non hanno un respiro, non dico una vita, basta un respiro, nel web e fuori quelle che hanno pubblicato solo saggi o hanno solo partecipato a pubblicazioni collettive. Ma sono troppe! Troppissime. Ed è un sacco che non ci sto più dietro. Ma il sito c’è, non lo chiudo e non escludo di riprovarci.

  5. Alcor ha detto:

    passerò a vedere, però io toglierei le cattive e metterei solo le buone, web o non web:-)

    (dare consigli a chi fa le cose da parte di chi non le fa è uno sport nazionale dal quale non mi tiro indietro:-) )

    • caracaterina ha detto:

      E’ che sonnecchia in me l’anima di un’archivista polverosa, di una compilatrice di cataloghi consultati sbadigliando da un topo di biblioteca quelle due-tre volte in un decennio. Ogni tanto la noiosa si risveglia. E poi scegliere non solo non avrebbe valore documentale ma sarebbe troppo faticoso :)

  6. mago ha detto:

    Csa resterà di queti anni ottanta? Si interrogava giusto una ventina di anni fa un mio conterraneo. Della storia alla fine resta quello che un paese nella sua colltività democratica decide. Se c’è democrazia, certo. E io credo che da noi ci sia ancora, nonostante tutto. Purtroppo. Berlusconi lo votano in troppi e non posso davvero credere che tutti siano eterizzati come l’uomo di paglia. Il Risorgimento e la Resistenza sono certamente stati meno belli di come ce li hanno raccontati, ma hanno comunque cambiato la nostra storia. Forse le cose sarebbero andate comunque per un certo verso, ma, per dirne una sola, gli americanio avrebbero avuto più potere senza il Comitato di Liberazione. E poi chi può veramente dire come sarebbe andata?

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