Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur

L’effetto che ha avuto il suo post (il suo avvertimento? la sua strizzata d’occhio?) è stato in linea con tutte le regole della psicologia sociale che sottendono alla propaganda: mi sono decisa a incuriosirmi fattivamente e mi sono aggregata a Friendfeed. Poi sono persino tornata su aNobii e mi sono fatta mandare una nuova password perchè l’avevo dimenticata, visto che avevo aperto l’account più di un anno fa e me ne ero andata subito subito. Ho inserito tre libri e su due ho fatto un errore che ho provato a correggere, ma all’una di notte non ne ho trovato il modo e così ho mollato tutto. Non me ne importa nulla. Tanto, a cosa servono questi siti così rigidi e così social se non a non andare a dormire? Avevo sonno già durante la partita e mi stavo addormentando davanti alla tv, non avevo la forza di leggere nulla di cartaceo, non avevo la forza di lavorare per la scuola o per la casa editrice, non avevo la forza di stare sveglia in piedi a stirare oppure a fare una torta di pere ma, una volta acceso lo schermo del pc, mi ci sono incollata come se fossi vigile e vivace.  Come (credo) con un tiro di coca. Dunque, deduco. Internet è un mondo in gran parte dopato, adatto ad alimentare sensation seekers. Traduci “on-line” e avrai: in linea, perfettamente in linea. Coi tempi. Con le ore senza pari, con le ore del campari. Lo credo che del cambiamento di attitudine e linguaggio che produce in chi si fa webaddicted si parla poco e nulla. Lo credo che si cerca di addomesticarlo, il web, di pianificarlo, parificarlo, renderlo innocuo o, almeno, del tutto simile a ciò che web non è.  E che continua ad essere potente, sempre di più.  E assai più del linguaggio del web. Togli i tecnicismi, se ci riesci. Cosa ti resta?  Una possibile risposta importante la trovo qui:

http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/politica/politica-format/neolingua-al-potere/neolingua-al-potere.html

E poi c’è l’io, l’Io, l’IO! Come se tutti questi “ii” fossero davvero differenti. Come se non afferissero, invece, ad un mondo unico.  Unitario nel linguaggio, nell’immaginario, nei riferimenti culturali,  nel portafoglio, nella disponibilità di tempo ed energie.  Chi è davvero diverso, non sta qui. Non sta on-line. Anche se magari qualcuno di questi “chi” lo vorrebbe. Anche se magari ci riuscirà, e ci riusciranno in tanti. Ma quale lingua si porteranno dietro se la realtà che abbiamo è questa?

http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/ottobre/repubblica_genova_dai_fannulloni_ai_precari_la_nuova_igiene_sociale

Intanto, quando leggo certi discorsi, penso a quella vecchia canzone. Primi anni ’70, “per voi giovani” di Paolo Giaccio e Carlo Massarini era la mia merenda pomeridiana insieme alle foto che ritagliavo da Ciao 2001 e incollavo sul diario di scuola (dio! se Venditti ha una sorella minore quella sono io). Non ho mangiato altro per un paio d’anni e un poco più. Fu allora che ascoltai per la prima volta Alan Sorrenti in “Figli delle stelle” e incollai la sua foto sul diario. Sai quanto rido adesso che fa da jingle alla famosa ditta di salami?

(Penso pure che dovrei cambiare nick, che dovrei firmare questo post clarissa, come la ragazza di Fahrenheit 451, quella del libro: ho un pc troppo vecchio e nella mia zona non arriva la connessione veloce, per questo mi difendo – per quanto ancora? – e me ne passeggio lungo i bordi di strade dove tutti si fracassano veloci. Resistendo senza sogni, perchè proprio adesso non è mica ora di dormire)

Clarissa

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7 risposte a Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur

  1. mauro ha detto:

    ma no, amica mia. Impossibile Figli delle stelle non appartiene ai primi anni ’70 e Venditti è figlio unico di una profia (forse di Lettere e filosofia) spero di mate, invece.
    A quell’epoca lì Per voi giovani, forse, non lo trasmettevano neanche più. I giovani (nel ’77, era il ’77 l’anno dei figli delle stelle) cercavano una radio libera, ma libera veramente.
    C’è da mettersi le mani nei capelli (ah, avercene ancora tanti come allora!) al solo pensiero che qualcuno scambi i blog e tutte quelle altre diavolerie, citate da te o da pessima (e ancora e ancora) per qualcosa che dovrbbe avere l’effetto rivoluzionario (perchè questo dev’essere, cos’altro se no?) di quelle radio libere, ma libere veramente.

  2. caracaterina ha detto:

    Son diventata matta, mauro, a cercare in casa i miei diari di scuola degli anni scolastici 71/72 e 72/73. Anche se li avessi trovati, però, non avrei saputo come mettere la foto in questo commento. Non escludo di mandartela appena riesco.
    Mi dispiace, amico mio, ma questo quissù NON è un falso ricordo.
    Son vecchia. Nel 77 ero all’università e le radio libere ma libere veramente trasmettevano ben altro.
    In ogni caso è tutto finito a salami, e su questo non ci piove.

  3. caracaterina ha detto:

    Come non detto. Hai ragione tu. Mi duole ammetterlo.
    Trovato diario, con fotine incollate e grafia rotondetta e tutta stelline e palline. Era l’LP (do you remember Ellepì?) Aria, appiccicato sul 10 ottobre 1972, esattamente 36 anni fa!
    Vorrei incontrarti ma non so dove trovarti …
    Adesso invece lo si sa. E’ qui:

  4. mauro ha detto:

    fuori dai cancelli (ma anche dentro, per otto ore) in quei primi ’70.
    Nel ’77 all’università (iscritto in ritardo) anch’io.
    mi spiace che Report mi abbia un po’ distolto da qui, t’avrei avvertito subito: guarda che ho buona memoria :-)
    un abbraccio.

  5. pessimesempio ha detto:

    L’effetto rimbalzo c’è stato anche per me, subito friendfeed. Una cosa del tutto inutile, brutta anche da vedersi. Non capisco, al momento, quale sia il vantaggio, quindi potrei firmarmi pamela, chissà. La sensazione è sì, quella di rimanere indietro e non volerlo, ma anche quella di un grande vuoto: a che serve tutto questo se dietro non c’è la ciccia? a che serve essere connessi tutto il giorno se non c’è niente da dire? solo a contare quanti amici hai, forse. Amici, parola d’ordine defilippesca. La domanda è: ci si può cancellare? la domanda è: perchè sul manifesto questi articoli così ambigui? la domanda è: perchè ci caschiamo allevolte? Che belle le radio libere e gli extraterreste portaci via.

  6. pessimesempio ha detto:

    P.S. :con mauro non si può gareggiare sulla musica, dovresti saperlo anche tu.

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