Scrivere 5 pensierini su quello che hai visto negli ultimi giorni

Non mi piacciono gli sguardi umani ravvicinati. Sono troppo parziali, parcellizzati, particolari. Se proprio vuoi piantare lo sguardo vicino vicino usa almeno un obiettivo macro. Meglio ancora un microscopio. Sennò chiudi gli occhi, che è meglio la cecità piuttosto.

Chiude l’occhio malato e mi fissa con l’altro. Che? Mi fai l’occhiolino? Ride. Non capisco se e cosa ha capito.

L’unica figura che mi abbia interessato in questi andirivieni attraverso la città bella non ha a che fare con la bellezza, ma con una ragazza ferma sul marciapiede vicino alla stazione. Sta aspettando il verde per i pedoni, io sto aspettando il verde per le auto della mia corsia. Non ha niente di notevole, è sola, ha una maglia rossa a mezze maniche, una gonnellina stretta che arriva  sotto il ginocchio, un paio di sandali, un cellulare in mano che spedisce messaggi e una larga corona verde di erbaggi in testa. Sembra radicchio ma è alloro. Mi stupisco. Non è come il tocco nei college americani. Non è un rito, una tradizione. E’ una commedia. Arriva il verde per me e scappo.

Rumori di aerei e di fuochi d’artificio, fuori. Esco e non vedo. Nemmeno il geco sul muro è più in vista. Solo l’ombrellone rovesciato dal vento.

Il quinto non mi viene.

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