InterVallo

Niente. Ho fatto un paio di commenti. Qui e qui. (*) Per il resto nisba.

Non è che non abbia niente da dire proprio. E’ che non mi sento di dire niente qui dentro.  Perchè è come se, il qui dentro, fosse sparito. Puf!  E scrivere questo ne è una conferma. Come lo sarebbe se scrivessi dei film che ho visto dei regali fatti e ricevuti delle notizie bombardate e poi piovute in cenere delle paure nuove.

Si tratta del fatto che non si co-incide.

Però leggo, qui dentro. Cerco di recuperare un po’.

E poi oggi mi voglio decidere ad andare a cercare il pettirosso che l’altro ieri, per caso, ho visto per un attimo appoggiato sulla cassetta delle lettere del mio vicino.

(*) [Siccome nel blog di untitled_io i commenti scorrono in continuazione come un tapis roulant e, dopo un po’, li si deve andare a cercare con appositi clic, per gli eventuali lettori di domani o posdomani magari curiosi ma frettolosi e impigriti – il blog di unts fa mica per loro, io li avverto –  taglio e incollo le mie parolette qui sotto:

perchè l’ultimo post, così “pesante”, di unts passa incommentato?
Mi vien da chiedere (da due giorni): e adesso? che scriviamo davanti a quello scoppio? ci limitiamo a solidarizzare con la sua personale paura? invochiamo i rigori della legge sul racket del caro estinto? diamo inizio a un Gomorra pugliese?
L’unica cosa che quel racconto mi ha fatto venire in mente è un “anche a me”, che è il genere di commenti da pisquani che di solito si fanno. E io lo faccio, adesso.
Ho pensato a una coppia di miei colleghi che l’altr’anno andarono a passare le feste in Sicilia. La notte di San Silvestro stavano mi sembra a Palermo o forse da qualche altra parte ma è lo stesso. Si godevano fuoconi e scoppi e luminarie dal terrazzino della camera d’albergo, quando lui ha visto con la coda dell’occhio un paio di tizi che armeggiavano con la serranda di un negozio lì sotto. Fuga veloce in scooter e booooommm!
Non hanno collaborato con la polizia subito intervenuta, non hanno detto più di tanto e la mattina se ne sono scappati a visistare qualcos’altro. A me fece proprio specie il loro racconto e st6etti zitta ma il perchè è questo: perchè i miei colleghi sono due comunisti, lettori del manifesto e dei wuming, attivi organizzatori di un gap o come cavolo si chiamano quei gruppi di acquisto alternativo, lui ingegnere di genova laureato qui, lei, romagnola, laureata in fisica a Bologna.
Ecco: a me fa specie questa italia qui che se ne sta al terrazzino e non so che mi dire.

dicembre 28, 2007 at 10:24 | Unregistered Commentercaracaterina ]
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2 risposte a InterVallo

  1. parergon ha detto:

    al post di unts ci ho pensato e ci penso ancora – a tratti / non so – davvero quest’ultimo periodo mi ha cambiata, ha cambiato il mio rapporto col blog, con i blog / ha cambiato il mio modo di leggere le notizie, di percepirne il peso / le porto dentro come sassi – indigerite e indigeribili / e come hai scritto sopra penso che qui si frequenta ma non si segna, non si incide, non si ferisce [o forse solo in superficie] / ora che son dai miei per capodanno vedrò di ricopiare sul blog alcuni passaggi del diario scritto a udine, anche quelli in cui esprimo la mia distanza da qualcosa che prima … non lo so dire, qualcosa che manca è mancato mancava /
    [una sorta di risveglio]

  2. Pingback: post / illa « parergon

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