Ninna nanna

Stasera avrei voglia di frasi fatte, già fatte e meditate da altri (fronti ampie, cuori caldi, pensieri sfavillanti). Capisco quelli che riempiono il blog di brani citazioni testi, ah, potersi distendere sul sofà delle muse, dondolando le gambe in  apollinee contemplazioni.  Un pochino l’ho pure fatto,  per un’oretta ho trovato il mio momentaneo filosofo di riferimento.  Il suo mac acceso in attesa dell’inizio della lectio spediva nel salone visualizzazioni random delle vacanze in Grecia, mare, gerani, muri di calce, la faglia di Santorini e la moglie col cappello bianco da turista anglosassone anziana. Mi chiedo quale ottuagenario professore emerito nostrano avrebbe fatto altrettanto. Mi chiedo se avrebbe mai usato delle slides. Rappresentanze universitarie e il versante mediatico (visti Flores D’Arcais e Freccero in sciarpe e blue jeans) in prima fila.

Non andrò oltre, già lo so. Leggerò solo i miei appunti e qualche articolo.  Devo tornare là fuori.  Però sono stanca di questo nostro mondo di lupi. Stanca di tutto quello che non saprà mai nulla di quanto è stato detto al Ducale. E stanca pure di parecchio che al Ducale c’era.

Sì, vorrei un lettino di frasi già fatte. Un lettino di inutili consolazioni.

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5 risposte a Ninna nanna

  1. Lorenzo Ireni ha detto:

    Ecco. Sono frasi indubbiamente già fatte. Non so se siano inutili, io le trovo consolanti.Gli edifici sorgevano dunque, magnifici nella loro grandiosità e inimitabili per grazia e bellezza, perché gli artigiani andavano a gara a superarsi l’un l’altro in perfezione di esecuzione; ma soprattutto era sbalorditiva la velocità con cui si realizzava il lavoro. Si era creduto infatti che ciascun edificio sarebbe giunto a compimento solo con l’opera di parecchie generazioni successive, e invece tutti quanti furono terminati al culmine di un solo governo. […] Tanto più, dunque, stupiscono le opere […] che furono compiute in breve tempo, ma destinate a durare lungamente. Per bellezza, ciascuna di esse fu subito, già allora, antica; per freschezza, esse appaiono ancora oggi nuove e appena finite. Da questi monumenti emana come una perenne giovinezza che li conserva intatti dal logorio del tempo, quasi abbiano in sé racchiuso uno spirito eternamente fiorente e un’anima che non conosce vecchiezza.

  2. caracaterina ha detto:

    Consolante è che qualcuno le abbia scritte e, soprattutto, che tu le abbia trascritte qui. Grazie.

  3. pessimesempio ha detto:

    Spinoza direbbe che non vale mai la pena di provar tristezza. Solo i frustrati costruiscono sistemi di potere basati sulla tristezza. Hanno bisogno della tristezza degli altri. Possono regnare solo facendoli schiavi, perchè la schiavitù è precisamente il regime in cui la potenza diminuisce. ( Gilles Deleuze, Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, Ombre corte)
    Mi ci sono intrippata da circa tre giorni, su questa storia e su questo libro. E avendo colto un po’ di triste stanchezza nelle tue parole, te la rilancio.

  4. gugl ha detto:

    siccome vedo che hai buoni e colti amici, di mio dico che ti capisco ti capisco ti capisco.

  5. Giulia ha detto:

    Tornare su cose già dette, è un bene. Mi piace quello che scrivi, Giulia

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