“…prima di questo momento non è mai esistito nulla”

Non ero lì, ieri. Ma si può leggere  il blog, che opera quasi in diretta dalla Loggia della Mercanzia, un localone in posizione strategica per seguire gambe e portatile in spalla la miriade di eventi di questa Fiera un po’ monstre.

A seguire gli eventi stanno alcuni di quelli che, “fuori”, rappresentano la rete: 5 “maschi adulti e colti” e 1 femmina. Non sto a fare i conti ma li trovate molto in alto nelle classifiche.  Ma non è questo che conta.  Conta forse quello che accade nelle tre usuali dimensioni? No, nemmeno. Quello che conta è che “Ora le telecamere stanno riprendendo”.

Delusione un po’ ingenua, si dirà. Giusto ridimensionamento di illusioni socio-perdute,no? Ragazzi, qui si lavora, sciò sciò.  Qui sono in ballo faccende serie.  Scienza, ricerca, milioni di bilioni di triliardi di investimenti più due-tre spiccioli per  cervelli in procinto di ( e tte credo …)  fuggire.

Ma il punto forse è che in Italia probabilmente siamo “davvero fottuti”.  Perchè “Il giorno prima, tre ricercatori premiati da Harvard si sono seduti accanto a noi, e ci hanno raccontato storie, ci hanno ascoltato, trattandoci da pari, nonostante noi fossimo estremamente consapevoli delle grandi menti che stavamo incontrando. Hanno condiviso un pomeriggio con noi. Ci hanno raccontato di come la rete abbia permesso loro di avvicinarsi alle persone, di come in questi diciassette anni sia cresciuto l’ambiente scientifico nel web.”

Il rapporto che la società civile italiana intrattiene con la rete sta tutto dentro a questo minuscolo, marginalissimo,  aneddoto in 3D.

Una socità civile che nei suoi principali gangli vitali (e sono vitalissimi, fottuti, magari, ma non asfittici nè moribondi) non sa rapportarsi se non alla tivvù e alla difesa di titoli certificati.

Per quest’ultimo aspetto, quello della titolatezza, fanno testo soprattutto certi commenti a questo post di Mafe, che invece c’era e ha seguito l’incontro alla Loggia, tirandone fuori un aspetto che a me fa venire in mente un’analogia con certe discussioni che animano (animano? meglio soffocano, sì) soffocano il mondo letterario. 

Alle 4:55 PM, ottobre 29, 2007 , Simone ha detto…

Il mondo della ricerca usa molto la rete (del resto l’ha inventata). Il problema è che usa reti private.

C’è sempre maggiore condivisione di database privati, di materiali interni e di conversazioni private tra ricercatori che vivono sparsi qua e là per il pianeta.

Non esiste, o quasi, un utilizzo pubblico della rete. Per una serie di motivi pratici penso.

In primis il mondo della ricerca vive sul riconoscimento dei risultati tra pari. Occorre quindi pubblicare su riviste, presso editori, presso università riconosciute e nella maggior parte dei casi non viene lasciata grande libertà di distribuire il materiale al di fuori dei canali ufficiali. Se un ricercatore non pubblica qui, non fa parte del mondo della ricerca e non avrà, di conseguenza, contratti, posti e quanto ne consegue.

Occorre inoltre ricordare che oggi il mondo accademico altro non è se non un mercato delle idee. Ci sono sempre più persone che portano avanti lo stesso progetto in diverse parti del mondo. Condividere le informazioni non è utile per paura che gli altri possano arrivare prima di noi e prendersi il merito (e i conseguenti riconoscimenti) delle scoperte proposte. Si condivide, certo, ma solo a ricerca conclusa, solo quando ormai si sta per passare ad altro. Non prima.

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6 risposte a “…prima di questo momento non è mai esistito nulla”

  1. parergon ha detto:

    “Occorre inoltre ricordare che oggi il mondo accademico altro non è se non un mercato delle idee. Ci sono sempre più persone che portano avanti lo stesso progetto in diverse parti del mondo. Condividere le informazioni non è utile per paura che gli altri possano arrivare prima di noi e prendersi il merito (e i conseguenti riconoscimenti) delle scoperte proposte. Si condivide, certo, ma solo a ricerca conclusa, solo quando ormai si sta per passare ad altro. Non prima.”

    ci rendemmo conto di questo in prima persona, tanti anni fa, durante un periodo di lavoro svolto per le nazioni unite in centroamerica, dove professionisti e ricercatori si trovavano e svolgere più e più volte le stesse ricerche a causa di una diffusa gelosia nei confronti del materiale prodotto, che non veniva condiviso al fine di “fertilizzare” nuove ricerche, ma finiva negli archivi di singoli atenei senza diventare patrimonio comune della ricerca, costringendo gli studiosi a riprendere ogni volta il discorso da capo sprecando tempo e fondi preziosi e rallentando l’evolversi dei risultati … frustrante e stupido, davvero…
    vedo che la situazione non è cambiata di molto.

    ps/ confesso che mi intimidisce un po’ questo fondo scuro scuro

  2. calais ha detto:

    ieri vidi -guardando foto di nubi in internet, in una pagina di affezionati alla meteorologia- l’ombra della scia di un aereo -un lungo cirro grigio- e la scia stessa dietro l’aereo, bianchissima contro il blu solitario e sotto l’ombra e la scia, il sole luminoso, qualcosa che non sembra possibile: l’ombra sopra la fonte di luce e sopra l’ostacolo che la crea.
    Se tento d’immaginare la scrittura del web -mai riesco-, vedo quella foto impossibile di pensare, difficile da guardare

  3. calais ha detto:

    ho messo la foto nel blog, così si vede

  4. aitan ha detto:

    “Condividere le informazioni non è utile per paura che gli altri possano arrivare prima di noi e prendersi il merito…” certe verità mi mettono dentro una tale tristezza…
    Eppure sono così belli quei premi nobel presi in due, tre, quattro persone, spesso di paesi e storie affatto diversi.

  5. caracaterina ha detto:

    Calais, eppure sembra un trucco, o un’illusione ottica. C’è chi pensa che siano trucchi e illusioni ottiche molti fenomeni, dalla scrittura in rete a tutto quanto si estende fuori.

    Ieri sono andata a sentire un pezzo (arrivata in ritardo per grande ingorgone) della conferenza di Lucio Gallino. Parlava dell’obiettivo – lontano – di conferire alla scienza lo statuto di bene pubblico globale.
    Ma come sottrarla alla privatizzazione mercantilistica non l’ha detto. In compenso ha accennato a ostacoli alla condivisione, di tale natura che le frasette lì sopra fanno solo sorridere.
    It’s a free world, guys.

  6. usermax ha detto:

    scopro solo ora che hai linkato il mio modesto piccolo diario di fabbrica.
    lusingato.
    provo a tornare qui con calma a leggere meglio.
    a presto e grazie, M.

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