Diario in teflon

Non so cosa sia ma è da un po’ di giorni che non riesco ad aderire alla vita. A questa vita qui.  Non che sia importante, lo so già da me.

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8 risposte a Diario in teflon

  1. gugl ha detto:

    lo sai che le aderenze sono una complicazione medica, non una liberazione :-)

  2. caracaterina ha detto:

    Gugl, hai innescato in me un processo analogico mica male, sai? Ho bisogno di proteggermi, in effetti. Ho cercato su gugle (quell’altro) e ho trovato questo:

    “I chirurghi hanno a disposizione sostanze che, attraverso un meccanismo di azione di idrogalleggiamento, impediscono agli organi di venire subito a contatto l’uno con l’altro e di creare le aderenze.
    Ci sono anche i cosiddetti ‘sistemi-barriera’, dei gel o delle vere e proprie barriere fisiche da applicare sulla zona che ha subito il taglio chirurgico per impedire che le due membrane si attacchino. Il loro effetto antiaderenziale dura anche una settimana.
    Nelle lesioni piccole e localizzate i sistemi-barriera garantiscono buoni risultati.
    Quando invece le aderenze sono più ampie è meglio usare fluidi che agiscano per idrogalleggiamento, perché comportano un assorbimento minore ed un effetto membrana maggiore”.
    Qui:
    http://www.medicamenteonline.com/0206_1.htm

    Questo in analogia alla pellicola di teflon, che, a proposito, è stato inventato per proteggere le navicelle spaziali dall’attrito del rientro nell’atmosfera terrestre.
    Ma in quel pezzo lì c’è pure la parola “idrogalleggiamento” che ancora altro mi ha dato da pensare in relazione ad alcune cose di questi ultimissimi giorni.
    Non so se posso già scriverne.

  3. anfiosso ha detto:

    Non capisco.
    Appunto, che cosa importa?

  4. pessimesempio ha detto:

    Eh, appunto: ogni tanto è bene scollarsi dalle aderenze: il respiro si fa più ampio, subito.

  5. caracaterina ha detto:

    Anfio’, appunto.
    Sono davvero convinta che capire sia solo una cosa che a volte, a casaccio, può capitare. Solo se càpita ha una sua importanza.
    Il non capire, invece, non cambia nulla.
    Pessima: se si respira troppo ampiamente, però, si va in iperventilazione, serve solo se vai sott’acqua. ;)

  6. Daniele ha detto:

    Staccarsi.
    E averne il coraggio, sopratutto.

  7. gugl ha detto:

    idrogalleggiamento mi fa pensare alla vita prenatale, a quella navicella-universo che ci porta fuori dal cosmo-ventre e ci getta nell’universo-mondo, nel luogo del non ritorno.

  8. deli-mel ha detto:

    … è importante, ma non centrale. Come un sacco di altra roba. Come fare giardinaggio, come scrivere un diario. Importante come le molteplici cose importanti della nostra vita, e/o non importanti, che facciamo lo stesso.

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