Ambient advertising

La diffusione di massa della Grande Rete ha accelerato il passaggio verso la societa’ dell’informazione o network society.
Internet ha amplificato all’ennesima potenza le peculiarita’ della societa’ postmoderna, rendendo necessaria una revisione delle vecchie teorie del marketing in parte ormai superate
.

*** 

Gli strumenti, le teorie e le tecniche finora utilizzati si dimostrano sempre piu’ inadeguati ad intercettare persone sempre piu’ impermeabili ai messaggi pubblicitari.

La tv entrò in casa nel ’61.  La prima immagine che ricordi: pomeriggio, persiana semiaperta sul balcone, una leonessa nella savana. Ma del Carosello non si sapeva niente in casa. E niente se ne seppe ancora per diversi anni. Mi mandavano a letto prima. Tanto, era solo rèclame   (tolon tolon, tolon tolon …)

Il marketing della nuova era vede il passaggio dall’advertising – che puntava a persuadere i consumatori – all’advertainment, vale a dire ad una comunicazione di marca che punta ad intrattenere il pubblico, sempre piu’ spesso a stupirlo, per stimolare la conversazione e innescare i meccanismi di diffusione virale.

Di uno zio mediatore di bestiame, dicevo.  Uno zio di mio padre. Di tutta la tribù parentale era l’unica persona che riuscisse a divertire la bambina anche solo arrivando. Era il ritmo della parlata, era il cappello di feltro, era il fatto che fosse piccolo di statura in un consesso di maschi alti. Era tondo. Sorrideva, senza mansuetudine. Sembrava capace di contenere il mondo  (tolon tolon, tolon tolon …)

E ancora, dal broadcasting al narrowcasting: vale a dire dall’emissione di messaggi ad una massa indifferenziata verso forme e mezzi di comunicazione sempre piu’ tribali, che si rivolgono solamente alle persone piu’ interessate e influenti.

Una notte suonarono alla porta. Uscii dalla cameretta giusto in tempo per vederlo di profilo, il cappello spinto all’indietro a coprire cocuzzolo e nuca. In piedi davanti a lui,  mio padre gli incombeva addosso, ma a distanza di rispetto.  Parlavano un dialetto di raffiche e soffi.  Il dialetto dei soldi.  Da Montecarlo a lì nascosto tutto il tempo nella toilette del vagone. Mica poteva tornare a casa così. Almeno prestargli da pagare il biglietto per il resto del viaggio.  L’ultima volta.  (tolon tolon, tolon tolon …)

Dalla pianificazione di campagne pubblicitarie sui mezzi di comunicazione di massa (media planning) al media hunting, in cui tutto puo’ essere veicolo della comunicazione e dove i mini-media, contrapposti ai mass-media, assumono un ruolo rilevante e strategico.

La Cinquecento bianca. Il rumore del motore sembrava quello di un sacchetto di caramelle. Quaranta chilometri di scartamento allegro, fino al mercato del bestiame di Modena.  Il più grande che c’è.  Il gran serraglio, la meraviglia, la paglia. Un cappello di feltro, il toro bianco e quindici uomini sulla pedana di legno.  Gli anelli al naso, le catene, i rotoli dei diecimila tirati fuori a manate.  Le grandi mani di mio padre e un vestitino di piquet   (ehhh oh!)

 

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12 risposte a Ambient advertising

  1. pessimesempio ha detto:

    Dici che bisogna accelerare? o posso rimanere all’andatura delle mucca carolina?

  2. Pingback: non ce la farò mai « scompartimento per lettori e taciturni

  3. giuliana ha detto:

    non è che citi proprio gli ultimi arrivati, però guardare attraverso il filtro della memoria fa uno strano effetto. che ti pensare, per esempio, che a volte si esagera con certe sostanze…

  4. caracaterina ha detto:

    Giuliana: “si esagera”, chi? :))
    pessimoesempio: trovo che certe accelerazioni sembrano far andare così avanti che si torna indietro. (“si torna”, chi? :))

  5. Alcor ha detto:

    Guarda che non scherzavo:-))

  6. caracaterina ha detto:

    L’ho capito, Alcor. Ma ti ho risposto di là :))
    (Per gli altri: siete curiosi? andate da mozzi, se resistete a un suo post e a quasi 50 commenti :))

  7. michele ha detto:

    a me il suono del campanaccio delle vacche mi fa sentire molto moderno, etno-folk o una roba del genere, non so se è andare avanti o indietro

  8. Nostalgia ha detto:

    Io andavo a letto dopo carosello. Quello era il mio spettacolo serale e poco ero interessata al messaggio pubblicitario. Era più importante conoscere le ultime indagini dell’ispettore Rock (Brillantina Linetti, nessuno in casa l’ha mai usata), le rivalità di Olivella e Maria Rosa (bon bon bob bon.. tutto bene ti va…), la storia di amore di Carmensita e del Caballero misterioso (Carmensita abita qui?….Bambina sei già mia: chiudi il gas e vieni via ( femministe permettendo diremmo oggi)),le opinioni di Franco Volpi ed Ernesto Calindri( veri precursori degli attuali opinionisti) che sorseggiando la China Martini commentavano i fatti e le notizie quotidiane e concludevano “Ogni giorno tutto è una lusinga dura minga, dura no. Vive solo chi non se la prende e cantare sempre può”. Che dire poi dello spot della Sasso “Sonno e risveglio” (La pancia non c’è più….) che ancora oggi spera di avverarsi?(Mai consumato in casa mia Olio Sasso, solo olio di origine calabra o della riviera ligure).

    Oggi sono una consumatrice che deve essere “documentata” e quindi legge le riviste di settore, Altro Consumo etc.., aderisce ai gruppi GAS, butta giù il telefono la sera quando qualche Call Center interrompe la cena per proporre chissà quale contratto, indagine…,ma ahimè è fortemente a rischio quando qualche abile venditore suona alla porta e… entra!!!

  9. untitled io ha detto:

    I rotoli da diecimila non ci sono più. Di quelli, ho nostalgia. Anche delle pilette da mille, per dire. Una volta un nostro cliente, dopo reiterati inviti a pagarci una non esosa parcella per una consistente ristrutturazione del suo locale commerciale, per farci vedere quanto la considerasse lui invece esosa, si presentò allo studio (accompagnato dal suo fido giovanesocio, il quale doveva assistere all’operazione per apprendere il Mestiere di Commerciante) non con un assegno come d’uso, con una busta di plastica piena di mille lire sciolte, senza neppure un elastico. Millelire che contò a una a una davanti a me e a mio fratello. L’operazione (la performance) durò parecchio. A ogni deposito di millelire sulla relativa piletta, il Commerciante Vessato ci guardava con sguardo di sfida. Noi guardavamo le pilette crescere, incerti sull’espressione da tenere. Non capivamo, ma man mano ci attaccavamo, sempre più, a quei soldi – non alla somma.

  10. CalMa ha detto:

    Solo per dire che zompando (Eh, la pancia non c’è più! Matilde, la bottiglia di olio Sasso la voglio qui, sul tavolo!) a quel sitarello di psicologia-psicoterapia dite la vostra ch’io dico la mia, quel che mi pare riporti comunque al panta rei è che sì, certamente c’è l’advertainment, c’è il narrowcasting e non manca il word-of-mouth, ma il quantum, il conquibus è bene in fondo al last row.
    Cia’ Cateri’

  11. barbara68 ha detto:

    sempre consumatori siamo, e al consumo non riusciamo a sottrarci. magari riusciremo ad orientare l offerta in senso migliore, tutto il nostro potere consiste in questo, far produrre ciò che vogliamo?

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