albo versorio teneba

[…] Vorrei far leggere tutto quanto a *** perchè voi due mi sembrate confrontabili: siete dello stesso anno, della stessa estrazione sociale, avete fratelli, anche lui “studiava da poeta” negli stessi anni più o meno.
Il mio curriculum vitae è così diverso. La mia costruzione di una lingua era assai più ingenua e inconsapevole, non sapevo che stavo facendo quello perchè chiamavo questo problema in altri modi.
Io ho sempre dovuto costruirmi una lingua sul campo, a cominciare dal fatto che la lingua dei miei genitori non era la stessa dei miei vicini di casa e nemmeno delle mie compagne delle elementari (non ho avuto amicizie prima dei 6 anni, solo incontri sporadici con altri bambini). Le mie compagne delle elementari non avevano la mia stessa lingua ma non avevano la stessa lingua nemmeno fra loro. Eravamo tante immigrate da regioni diverse. Per me la lingua pidgin è stata sempre la sola lingua e non ne ho fatto mai una questione “letteraria” o di scrittura.
E’ diventato un fatto di scrittura “autonomo” solo in rete, come se solo qui, svincolata da altre questioni sociali relazionali affettive o istituzionali, la scrittura fosse diventata l’unica cosa importante. […]

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8 risposte a albo versorio teneba

  1. Effe ha detto:

    d’accordo, d’accordo.
    Ma chi, e come?
    (sul perché, ho qualche idea)

  2. caracaterina ha detto:

    Cosa vuoi sapere, davvero, Effe? La storia si sta svolgendo sotto gli occhi. Mi sembra.

  3. Deli ha detto:

    temo di aver perso il filo….
    Bonnes choses en tout cas :-)

  4. caracaterina ha detto:

    E’ così, non c’è il capo e non c’è la coda. Solo il corpo centrale. E’ un discorso “durante”, come quelli che si raccolgono in giro, in coda alle casse del supermercato, in un autobus, mentre si beve il caffè in fretta al bancone di un bar. Oppure in rete, se si gira a caso, se ci si trova in un blog nuovo, di colpo.
    Mi chiedo se succeda ancora di girare a casaccio nella rete.Se si abbia ancora voglia di imbattersi e ascoltare, di cogliere al volo. Oppure se si va ormai sul sicuro, sul già dato e già noto, se abbiamo ancora voglia di costruire, di sentirci lost in construction.

  5. Matteo ha detto:

    “Mi chiedo se succeda ancora di girare a casaccio nella rete.Se si abbia ancora voglia di imbattersi e ascoltare, di cogliere al volo. Oppure se si va ormai sul sicuro, sul già dato e già noto, se abbiamo ancora voglia di costruire, di sentirci lost in construction.”

    La mia risposta è: no. Almeno per me. Mai girato a casaccio per la rete, figuriamoci adesso, pigro come sono. Sordo come sono.

  6. caracaterina ha detto:

    Bene. Allora, dài. Outing.

  7. pessimesempio ha detto:

    Lost in constrution, per quel che mi riguarda, come mai nella vita da quell’altra parte.

  8. pessimesempio ha detto:

    mi so’ scordata una c.

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