Non ho fatto il militare a Cuneo
Non escludo, perciò, di fare la fine del personaggio di Albanese che ho rivisto jeri (sic) sera nell’ultima puntata della Superstoria. (A proposito: Guzzanti-Veltroni che rigetta ai “compagni” la mozione Amedeo Nazzari perchè “era perfetto. Ma è morto!” mi ha fatto quasi strozzare dalle risate – chè stavo ancora cenando. Non ho digerito bene, però, dopo). Insomma, rischio di finire anch’io nello studio di un terapeuta demenziale e realisticamente à la page, perchè proprio non mi capacito di come
1) mi sia possibile finire per dare ragione a uno come Mughini, come mi è successo l’altra sera a Otto e mezzo, quando l’ho visto messo a confronto con tizi che sembrano non avere la minima idea dell’esistenza del capitale simbolico e che pure sono penne e tastiere fra le più seguite e corteggiate
2) tanti aspettino il prossimo giro di Le invasioni barbariche, ritenendo che un paio di fibule firmate e due else di spadino da sfilata lavorate a Valenza Po siano avvisaglie visigote e longobarde in cui specchiare compiaciuti la propria falsa immagine di agguerriti trasvalutatori
3) ci si possa dichiarare dalla parte dello scandalo, dello schifo per l’ipocrisia e per l’esistente, dalla parte della tragedia, del dolore e della lotta e aspirare a scrivere o ad essere scritti in posti come questi.
Per cercare di capire avevo messo su dei link sul mio blogroll: le volevo finestre da cui guardare il panorama ma mi sa che o le sbarro o mi metto a cecchinare. Ho gironzolato qui e là per un po’ di pomeriggio, ravanando fra i commenti. Mi sono pure rivolta a Ilvo Diamanti senza cavarne nè chiarezza nè consolazione. Non mi resta che aggrapparmi alla giostrina e girare girare girare.
Girare girare girare …
Settembre 25, 2007 at 7:47 pm
Tutto, ma non Mughini, per favore… ti prego.
Settembre 25, 2007 at 8:18 pm
Sono costernata io pure. Ma se me lo mettono a confronto con un Filippo Facci e una Sara Faillaci, che fare?
Spegnere la tv, ad esempio. Già. E collegarsi a internet.
Già.
Settembre 26, 2007 at 7:52 am
…o fare una passeggiata, tu che puoi, fino al mare :)
Settembre 26, 2007 at 10:02 am
Spengere, spengere, spengere: leggere, cucinare, fare l’amore, pensare a qualcosa di bello, mettere su un bel disco (se ancora hai il piatto e il vinile), telefonare a un’amica, mangiarsi una mela,preparare la cartella per domani. E poi andare a letto che è l’ora, tranquilli.
Settembre 26, 2007 at 5:30 pm
Uhm. ‘Ste cose, per fortuna, si possono fare, si fanno. E va bene. Ma rifugiarsi a fare solo questo, e di questo parlare, un tempo, non si chiamava “riflusso”? E non è proprio così che tutto è cominciato? (beh, cominciato. dilagato, forse, piuttosto)
Settembre 27, 2007 at 8:37 am
Ma oggi è anche una forma di resistenza- forse- all’invadenza delle voci. Che poi leggere, fare l’amore et cetera non significa chiudersi in sè, ma ritrovare gli altri che “la televisiun” ci ha portato via. O no?
Settembre 29, 2007 at 12:37 pm
NOn c’è chiarezza ma soprattutto non c’è consolazione. E’ la consolazione, il riflusso. Spengere è una forma di lotta. Rifiutarsi, è una forma di lotta. Scriverlo sul blog, un pochino pure.
(ps: Axel in un tema sui monaci birmani ha scritto che l’ha colpito, che il potere avesse oscurato i blog, e che la sua mamma ne ha uno, e sicuramente avrebbe scritto dei monaci)
Settembre 30, 2007 at 10:18 pm
Di per me, tendo a resistere allo spegnimento. Illuminista di necessità, perchè sennò non potremmo avere le ombre. E’ nel chiaroscuro che ci si incontra, mi sembra. E’ nel chiaroscuro che vivono e vivranno tutti gli Axel del mondo: a loro, non a noi, non a chi è già stato, dobbiamo rispondere.
Ottobre 1, 2007 at 9:30 am
ehm, non tira lì una certa buriana?
http://www.buran.it (il conflitto) è on line.
ciao
Ottobre 2, 2007 at 8:01 am
Calma, hai fatto bene ad avvisare qui. C’è bisogno di aria e di vento nella rete (e nel mondo).
Ottobre 2, 2007 at 6:29 pm
Non guardare la televisione per piacere, ci fa andare fuori di testa sul serio… Un persona come te ha tante alternative… Giulia
Ottobre 4, 2007 at 8:51 am
(avviso: hai sfondato una porta aperta)
davvero c’è chi aspetta il ritorno delle invasioni barbariche (tra l’altro, bellissimo il punto 2; valenza po:))? cmq la tipa – ma anche il di lei consorte – sono tra i peggio paraculi della seconda repubblica. scafati e senza alcun ritegno, proprio una roba inguardabile. anche perché guardandola vien da pensare: ma allora sono io che non ho capito nulla. è giusto, nel senso che ha una sua etica, dare un colpo al cerchio e uno alla botte, e poi invece non dare colpi ai potenti, solo delle bottarelle tanto per far vedere che sì, tu le domande le fai e ti fai pure rispondere, che diamine; bottarelle che diventano alla fine pacche sulle spalle: marcello dell’utri se deve ritornare dalla bignarda ci ritorna, tanto mica è pericolosa. del resto con dell’utri mica vuoi sempre parlare dei processi, non se ne può più, basta: facciamo vedere dell’utri sotto una luce diversa. un dell’utri mai visto prima. dai.
a parte che una roba del genere non lo chiamo giornalismo ma semmai omissione di cronaca e non so se rientri o meno tra le prassi sconsigliate dalla deontologia. ma rappresentare un altro dell’utri più che fare un nuovo giornalismo, fresco, leggero, invitante (?) è fare un grande favore a uno come dell’utri.
invece se uno le domande le fa “è di parte”.
eh sì: non c’è più l’etica di una volta, ma allora cambino le regole deontologiche. mannò, che dico. anche questo è noioso, ‘na palla, uf.
Ottobre 4, 2007 at 10:34 pm
Non mi stupisco più di nulla (anche se mi indigno inutilmente lo stesso). Per esempio: si potrebbe invitare al tavolone Veronica Lario. E’ per cambiare, no?
Ottobre 10, 2007 at 9:53 am
ma un bel “vengo anch’io, no tu no”? uff.